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Acanta MAG Coop parteciperà alla quarta edizione di Smart Cityness

Acanta Mag Coop parteciperà al prossimo festival dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale, che si svolgerà a Cagliari – presso il Centro Culturale Il Ghetto (Via Santa Croce, 18)-  nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 settembre 2017. Organizzato dall’associazione  Urban Center, Smart Cityness vuole promuovere anche quest’anno le innovazioni, i progetti e le sperimentazioni virtuose dei territori della Sardegna. Lo stand di Acanta si troverà nella sezione “Territori e trasformazioni” dell’area espositiva.

Per Acanta il festival sarà un’importante vetrina per raccontare e presentare i propri servizi e progetti e soprattutto per fare conoscere il mondo delle MAG e della finanza mutualistica e solidale a un pubblico più ampio. Per tutti coloro che verranno a conoscerci sarà inoltre l’occasione per scoprire anche le altre imprese, istituzioni e startup presenti nella nostra sezione espositiva. Ci sarà l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, Europe Direct Regione Sardegna (già nostro partner nel progetto europeo ATMforSMEs), Veranu (la famosa mattonella “made in Sardinia” che produce energia , e infatti ci sarà il prototipo e si potrà camminare sulla mattonella, vedendo sul monitor come si consuma meno CO2), Chirritza (un’aziende satellite di Edilana di Daniela Ducato, che farà un suo laboratorio) e tante altre realtà.
Smart Cityness ha chiamato a raccolta le migliori esperienze e progettualità che stanno contribuendo a migliorare la qualità della vita nei territori e quelle realtà capaci di valorizzare le eccellenze locali o di creare nuove forme di sinergie e rete tra realtà.

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Come migliorare la partnership Banca-Cliente: la corretta gestione del credito e la tutela dalle anomalie finanziarie.

Si svolgerà venerdi 15 settembre 2017 a Cagliari, dalle ore 18.00 alle 19.30, presso la saletta n. 3 della Mediateca del Mediterraneo (via Mameli, 164) il workshop “Come migliorare la partnership Banca-Cliente: la corretta gestione del credito e la tutela dalle anomalie finanziarie.” L’evento è gratuito ed è rivolto ai soci di Acanta Mag Coop. Sarà possibile presentare la domanda di adesione anche prima dell’incontro. I posti disponibili sono dieci, prenotazione e biglietti online sulla pagina dedicata Eventbrite.

Dopo la pausa estiva, con la ripresa delle attività,  Acanta MAG Coop è lieta di proporre ai suoi soci un nuovo workshop dal titolo “Come migliorare la partnership Banca-Cliente: la corretta gestione del credito e la tutela dalle anomalie finanziarie”.

Il rapporto tra gli istituti di credito e le imprese e le famiglie non è sempre paritario, perché le banche possono contare su una organizzazione molto strutturata e delle conoscenze molto approfondite in materia. Dall’altra parte l’impresa o il privato cittadino non hanno spesso piena consapevolezza delle tecniche e dei metodi adottati dagli istituti di credito. Si parla quindi di asimmetria informativa, una delle condizioni più comuni che portano alle anomalie finanziarie. Questa tipologia di asimmetria informativa si basa sul fatto che, dal lato del cliente, egli non ha le capacità per poter valutare fin nei minimi particolari e in modo oggettivo il contratto e le condizioni che sta firmando.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 8 – Il fallimento

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa ottava uscita l’ottavo, e ultimo, capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 8 – IL FALLIMENTO

“Ho sempre avuto un sogno, quello di creare un progetto tutto mio”.

Al risveglio in una mattina di Maggio la pioggia aveva lasciato il suo segno: specchi d’acqua, il suono delle ultime gocce che cadevano e quell’inconfondibile odore di petricor. Vedendomi riflesso su una pozzanghera, mentre aspettavo il tram, ho avuto l’illuminazione: creare un’applicazione che potesse creare un flusso di denaro per organizzazioni no profit, attraverso mini videogame gratuitamente; volevo di fatto unire il ludos alla charity.

Handsapp prevedeva vantaggi per tre categorie diverse di stakehoder:

1) Gli utenti avrebbero potuto divertirsi con una buona varietà di giochi all’interno dell’applicazione e, alla fine della partita, decidere di donare i piccoli proventi derivanti dal tempo trascorso a giocare (e quindi visualizzare sponsor) a organizzazioni no profit;
2) Le organizzazioni no profit avrebbero potuto beneficiare di visibilità ma soprattutto di una nuova fonte di finanziamento delle attività;
3) Le imprese avrebbero potuto dare visibilità al proprio marchio, creando un gioco per gli utenti e soprattutto compiendo un’azione con forte componente sociale, versando le quote relative alle partite degli utenti nelle casse delle no profit.

Sembrava un quadro molto logico dal momento che avremo potuto creare valore per tutte e tre le categorie.

Non fu così semplice: per lo sviluppo di Handsapp, capitali e visibilità erano quanto serviva per costruire il network di aziende e utenti affinché la piattaforma si popolasse e dal giocare scaturisse la donazione.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 7 – Le competizioni per startup

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa settima uscita il settimo capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 7 – LE COMPETIZIONI PER STARTUP

Avere una buona idea è più difficile che trovare i soldi per realizzarla. Esistono infatti molti canali attraverso i quali finanziarsi: io scelsi quello di partecipare ad alcune competizioni per startup.

Al di la della capacità di reperire denaro, queste competizioni offrono grandi vantaggi in termini di visibilità, test, funding, mentorship, e via discorrendo: tutte opportunità, comunque, da non sottovalutare.

Il motivo principale era comunque la necessità di fondi per poter creare l’applicazione/MVP che non ero riuscito a creare in precedenza, in modo da abbandonare la strada fallimentare della demo. L’ammontare utile per l’avviamento, che corrisponde generalmente all’ammontare dei premi, si aggira fra i 20 e i 30 mila euro. Non ero stato in grado di trovarli nel cortile di casa, fra le cerchie dei familiari, degli amici e dei “pazzi” (ossia le famose 3F – Family, Friends, Fools) ma avevo comunque l’estrema necessità di reperirli in qualche modo, non avendo smesso di credere nel progetto.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 6 – Il modello di business

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa sesta uscita il sesto capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 6 – IL MODELLO DI BUSINESS

Non sempre avere una buona idea implica riuscire a monetizzarla: Van Gogh pur essendo un genio morì poverissimo e incompreso.
Io, pur avendo una visione ben precisa e rispondente alle 5 W (11) (Who, What, Where, When, Why), nel mio percorso ho considerato in modo superficiale il business model.

Ho sempre pensato, infatti, che la cosa più importante fosse la soddisfazione di tutti gli stakeholder: le no profit grazie agli introiti, gli utenti giocando e conseguentemente facendo beneficenza, le imprese pubblicizzando il proprio marchio grazie ai giochi presenti nell’applicazione.
Il complicato meccanismo dei ricavi era quindi basato su una percentuale delle fee pubblicitarie che le imprese avrebbero dovuto pagare alle no profit, ma è proprio qui che sono giunti i problemi!

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 5 – Il test

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa quinta uscita il quinto capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 5 – IL TEST

La vita, così come la creazione di una startup è sempre una questione di scelte, di trade-off.

Nel mentre che mi dipanavo fra i possibili scenari, il tempo continuava a scorrere inesorabile e, dopo alcuni mesi, nel team ancora mancava la figura centrale dello sviluppatore.

Non ritenevo inizialmente di dover avere un prodotto già funzionante e rodato, composto da un numero spropositato di features paragonabili alla complicatezza della sezione di un formicaio; avevo semplicemente bisogno di un MVP (Minimum Viable Product) lean, ovvero uno scheletro di applicazione funzionale e funzionante, da testare velocemente con i miei utenti, attorno al quale, poi – come accade per qualsiasi essere vivente – , sviluppare muscoli, sistema nervoso e organi con la parvenza di setup, icone e sottomenù, in base alle effettive esigenze ed ai reali desideri dei miei utenti.

La mia piattaforma aveva l’obiettivo di mettere insieme tre categorie di stakeholder diverse:

  1. Organizzazioni no profit;
  2. Imprese (multinazionali e/o  sviluppatori indipendenti)
  3. Utenti.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 4 – Il team

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa quarta uscita il quarto capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 4 – IL TEAM

Qual è il suono di una sola mano che applaude?
[Koan Zen]

Una sinfonia può avere un solista, ma senza l’intera orchestra diventa un insensato esercizio di stile e non quel mezzo attraverso il quale distorcere lo spazio e il tempo per un viaggio mentale dove solo le aquile osano. Tuttavia ciò che unisce persone differenti affinché suonino all’unisono è un’alchimia che nemmeno John Maynard Keynes avrebbe potuto rendere pubblica (6).
Purtroppo, fra gli elementi che ho dovuto riconsiderare a seguito del fallimento della mia startup vi è anche una configurazione sbagliata del team che, fra valutazioni personali, incapacità di trovare le persone adatte al progetto e un briciolo di sfortuna, ha prodotto quella dissonanza che manda fuori metrica l’intera orchestra.

Quando ho cominciato la ricerca delle persone che potessero far parte del team, ho pensato subito di individuare quali fossero le competenze di cui avevo bisogno e con loro, per metonimia, le persone. Reputo che sia particolarmente difficile per un imprenditore alle prime armi, come ero io, superare la discrasia fra competenze teoriche, proprie di un manuale dal titolo “la tua startup ideale nell’ipotesi che vada tutto bene” e quelle realmente utili. Si entra in una strada apparentemente semplice, stando a quanto dice la teoria, ma che, nel tuo percorrerla, ti fa sentire solo e incapace. Per riflesso si passa dunque da una selezione minuziosa a imbarcare sulla tua nave quante più persone possibili.

La benda e l’uncino dei miei corsari, ovvero le caratteristiche necessarie per essere arruolati erano due: competenze e motivazione.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 3 – Le interviste

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa terza uscita il terzo capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 3 – LE INTERVISTE

Passione.
Il motore che sta alla base della macchina-impresa e che le permette di muoversi non sono i soldi, il marketing o il piano industriale. No! Queste sono componenti importanti ma mai quanto lo sia la passione. Già l’etimologia del termine passione è molto chiara: essa è riconducibile a una duplice radice, una latina (participio passato del verbo pati, passus) che significa sofferto e una greca (πάθος , pathos) che racchiude anch’esso il senso della sofferenza, ma con l`accezione intrinseca di una forte emozione.
Per tale motivo passione indica non solo un momento di profonda sofferenza, ma nel suo senso più ampio afferisce a un desiderio, un trasporto dell’animo che il pensiero ha sempre contrapposto al λόγος (logos), alla ragione come le due forze polarizzanti della natura dualistica dell’uomo.

Dal punto di vista aziendale rappresenta quell`invisibile filo conduttore che connette coloro che vogliono diventare imprenditori ai clienti.

Ciò che sta dietro il fallimento della mia prima startup è dunque una storia intrisa di passione che ha visto me, Marco, e il mio piccolo team, protagonisti di un cammino verso la creazione di un`impresa.

Ritengo che la dedizione sia un elemento fondamentale in tutta la vita di una startup, come di qualsiasi altra azienda.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 2 – L’idea

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa seconda uscita il secondo capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 2 – L’IDEA

È l’idea la chiave di volta di un processo poietico che diventa realtà. Al suo interno vi è la bellezza più pura: l’interruttore che genera una sequenza di azioni che si susseguono freneticamente, ma anche il seme al cui interno è racchiuso qualcosa che potrà nascere e che ci vedrà come creatori, padri e custodi.

L’idea sta alla base di tutti i progetti, di qualsiasi opera creativa che abbia capacità di stupire, e l’arte del riuscire a stupirsi è una cosa meravigliosa. Resta però un dubbio principale quando si esclama “Eureka, ho trovato!” ovvero mantenere la lucidità valutativa: quando mi viene un’idea non so mai se sia effettivamente buona o se questa come molte altre sia utopica, inutile o senza speranza di crescita.

Valutare correttamente un’idea è, probabilmente, uno dei lavori più difficili con i quali ci si possa cimentare: il punto è che non riesco mai a capire da solo se sono semplicemente in preda ai fumi della mia pazzia creativa o se invece ho realmente centrato il segno.

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 1 – Prologo

Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa prima uscita il primo capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 1 – PROLOGO

Ciò che leggerete di seguito non segue il canovaccio tradizionale, ragion per cui voglio iniziare dall’ultima pagina: non tutte le storie finiscono con “e vissero felici e contenti” e questa è una di quelle eccezioni.
Questa storia è intessuta sulla trama di un Icaro qualunque che, spiccato il volo, si avvicina troppo al sole precipitando rovinosamente o, ancora, è la storia di una congiunzione astrale che ha oscurato una stella danzante.
Insomma, questo è il racconto del fallimento di una startup.
Una startup, per diventare tale infatti, ha bisogno che si verifichino contemporaneamente una serie di eventi, esogeni ed endogeni. Ci si muove attraverso una trama intricata e correlata di elementi posti insieme in maniera apparentemente casuale, insieme alla variabile dell’hic et nunc: essere lì in quel preciso momento e in quell’esatto luogo.
Ricordiamoci che questa è la storia di un fallimento e fallire, secondo alcuni, vuol dire “non riuscire più”. Ma “non riuscire più” rappresenta l’incipit per dei giovani che stanno cercando di sfatare il mito del fallimento, piantando il piccolo seme della consapevolezza, che se innaffiato e curato con la giusta attitudine mentale, farà nascere il frutto chiamato “sbagliando s’impara”, il cui sapore, ci ricorderà che solo attraverso gli errori commessi possiamo riuscire a superare i nostri limiti.

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