“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 8 – Il fallimento

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“Startup down – storia felice di un fallimento” – Capitolo 8 – Il fallimento

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Acanta Mag Coop sostiene e promuove il progetto editoriale “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì) e una volta ultimate le uscite verrà reso disponibile in formato elettronico. In questa ottava uscita l’ottavo, e ultimo, capitolo. Buona lettura!

CAPITOLO 8 – IL FALLIMENTO

“Ho sempre avuto un sogno, quello di creare un progetto tutto mio”.

Al risveglio in una mattina di Maggio la pioggia aveva lasciato il suo segno: specchi d’acqua, il suono delle ultime gocce che cadevano e quell’inconfondibile odore di petricor. Vedendomi riflesso su una pozzanghera, mentre aspettavo il tram, ho avuto l’illuminazione: creare un’applicazione che potesse creare un flusso di denaro per organizzazioni no profit, attraverso mini videogame gratuitamente; volevo di fatto unire il ludos alla charity.

Handsapp prevedeva vantaggi per tre categorie diverse di stakehoder:

1) Gli utenti avrebbero potuto divertirsi con una buona varietà di giochi all’interno dell’applicazione e, alla fine della partita, decidere di donare i piccoli proventi derivanti dal tempo trascorso a giocare (e quindi visualizzare sponsor) a organizzazioni no profit;
2) Le organizzazioni no profit avrebbero potuto beneficiare di visibilità ma soprattutto di una nuova fonte di finanziamento delle attività;
3) Le imprese avrebbero potuto dare visibilità al proprio marchio, creando un gioco per gli utenti e soprattutto compiendo un’azione con forte componente sociale, versando le quote relative alle partite degli utenti nelle casse delle no profit.

Sembrava un quadro molto logico dal momento che avremo potuto creare valore per tutte e tre le categorie.

Non fu così semplice: per lo sviluppo di Handsapp, capitali e visibilità erano quanto serviva per costruire il network di aziende e utenti affinché la piattaforma si popolasse e dal giocare scaturisse la donazione.

Dopo diversi mesi di lavoro, spesso notturni (come tanti startuppers nostrani – tutti i componenti del team avevano un altro lavoro), giungemmo ad un punto di non ritorno: avevamo una considerevole carenza di liquidità, di contatti, di lavoratori e soprattutto di feedback positivi per andare avanti. Se il buongiorno si vede dal mattino, si spiega come mai l’idea mi sia giunta in un giorno di pioggia!

La finale della competizione per startup rimaneva la nostra unica speranza, il solo modo per continuare a sognare la riuscita del progetto.

Purtroppo ogni startup vive una vita diversa dalle altre: si può pensare alla rotta ideale che può seguire nella sua crescita, ma non è detto che il mare garantisca le stesse condizioni di navigazione. Nella teoria generale dei sistemi si chiama principio di equifinalità.(13)

Una startup è come se fosse un figlio da crescere, che quindi ha le sue peculiarità, i suoi limiti, le sue attitudini e i suoi difetti. Come imprenditori dobbiamo cercare di crescere la nostra azienda nel miglior modo possibile. Ma chi di noi non ha fatto errori? Chi di noi non si è mai innamorato tanto di qualcosa che non è stato in grado di agire oggettivamente? Chi di noi non ha avuto bisogni di maestri e amici nella propria vita? Chi di noi non hai mai fallito in vita sua?

Il fallimento è un fattore imprescindibile nella crescita personale di un uomo, quindi anche di un imprenditore.

Come potete immaginare, la competizione per startup non andò bene. Dopo una serie di colloqui con MindTheBridge, un’intervista trasmessa in diretta su Sky (14), e innumerevoli ore di lavoro, arrivammo al momento decisivo: secondi, i primi degli ultimi.

Pur non avendo avuto un scheletro di prodotto funzionante e una startup costituita, avevamo assaporato il sogno e stavamo iniziando a crederci realmente, ma ciò che ci rimase fu l’amaro in bocca di chi ha avuto la consapevolezza di essere arrivato ad un passo dalla vittoria.

Il fallimento arrivò come inesorabile conseguenza e con esso la fine di un bel periodo di speranza, iniziato dal niente, ma che ci ha fatto sentire grandi. Questa esperienza ci ha fatto capire quanto sia difficile fare impresa ma che, con le giuste scelte, le giuste persone e competenze, e una buona dose di fortuna realizzarsi personalmente e professionalmente non sia impossibile.

Non provo vergogna o rifiuto per un progetto imprenditoriale non andato a buon fine, anzi, desidero vivere tutto ciò che mi è successo come ciò che è realmente stato: un’opportunità di crescita per me per il mio team. Grazie a questo nuovo bagaglio, siamo stati in grado di capire che il progetto Handsapp ormai è da considerarsi archiviato ma, forti degli errori commessi e con nessun caduto sul campo, siamo pronti a ripartire con una nuova idea.

Vogliamo fare impresa perché vogliamo creare qualcosa di nostro, dando vita a qualcosa che prima non esisteva, ma soprattutto vogliamo riscattare Handsapp.

La rotta è tracciata e  sono ripartito: la barca è in mare e gli ormeggi sono mollati. Un fallimento ci ha fatto capire come trovare la giusta rotta. Abbiamo un team più esperto con l’entusiasmo e l’esperienza di un fallimento.

Perché non è vero che dopo che fallisci sei finito, sono solamente falsi miti italiani, che vogliamo provare a sfatare con altri progetti di startup: idee  nuove che nascono con tenacia dopo i  fallimenti. Ma siamo qua, pronti, motivati e col vento in poppa!

“Ho provato, ho fallito. Ma non importa, riproverò. E fallirò meglio”

13  Ludwig von Bertalanffy, 1968, General System Theory. Development, Applications, George Braziller, New York, trad. it. Teoria Generale dei Sistemi, Oscar Saggi Mondadori, 2004
14 https://www.youtube.com/watch?v=HXtbw0ehSM0

CAPITOLI PRECEDENTI

Prefazione a cura di Fabrizio Palazzari e Giovanni Acquati

Prefazione a cura degli autori

Capitolo 1 – Prologo

Capitolo 2 – L’idea

Capitolo 3 – Le interviste

Capitolo 4 – Il team

Capitolo 5 – Il test

Capitolo 6 – Il modello di business

Capitolo 7 – Le competizioni per startup

Info sull'autore

Startupdown author

Il progetto editoriale "Startupdown- storia di un fallimento" nasce da un'idea di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo, patrocinata da Acanta Mag Coop. Tutto inizia con un racconto che non vuole essere un testo classico su come si fa impresa. Ciò che vuole essere è un incoraggiamento ad andare avanti, un sostegno a chi ritiene che aver fallito sia equivalente a essere UN fallito. L'obiettivo è animare un dibattito e attivare dei processi di cambiamento a partire dalla stessa idea di startup e del suo possibile "fallimento".

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