AAA Lettori critici cercasi per “Storia di un fallimento”

DiRedazione

AAA Lettori critici cercasi per “Storia di un fallimento”

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Acanta Mag Coop promuove un nuovo progetto editoriale con Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo. “Storia di un fallimento” sarà inizialmente un racconto estivo a puntate che pubblicheremo settimanalmente sul nostro blog.  Sarà un modo partecipato per analizzare insieme il decorso naturale di tante startup, facendolo diventare un libretto. Chi volesse leggere in anteprima il testo per darci dei feedback o dei contributi, può contattarci direttamente scrivendo a info@acanta.eu

Fallire è una parola che spaventa ma che al tempo stesso, in un mondo rapido e vorace, è diventata parte della quotidianità. Per questo motivo Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo  hanno deciso di riflettere sull’argomento e analizzare il decorso naturale di tante startup  facendolo diventare un libretto.

La storia raccontata non ci è sembrata per nulla la storia di un fallimento, ma il percorso di un progetto non andato a buon fine, che ha dato stimoli, costruito un’esperienza e che tutti dovrebbero provare. Da queste considerazioni è nata la volontà di Acanta di promuovere il progetto, per rendere disponibile questo strumento a chi decidesse di intraprendere l’attività imprenditoriale o lanciarsi nel mondo delle startup.

“Una startup, per diventare tale” – si legge nel testo – “ha bisogno che si verifichino contemporaneamente una serie di eventi, esogeni ed endogeni. Ci si muove attraverso una trama intricata e correlata di elementi posti insieme in maniera apparentemente casuale, insieme alla variabile dell’hic et nunc: essere lì in quel preciso momento e in quell’esatto luogo.”

“Ricordiamoci  che questa è la storia di un fallimento e fallire, secondo alcuni, vuol dire “non riuscire più”. Ma “non riuscire più” rappresenta l’incipit per dei giovani che stanno cercando di sfatare il mito del fallimento, piantando il piccolo seme della consapevolezza, che se innaffiato e curato con la giusta attitudine mentale, farà nascere il frutto chiamato “sbagliando s’impara”, il cui sapore,  ci ricorderà che solo attraverso gli errori commessi possiamo riuscire a superare i nostri limiti.

Non si tratta di nulla di trascendentale, se non dell’applicazione di concetti – come il learning by failing caro a Edison o il trial and error traslato dalla cibernetica – che non sono affatto nuovi nel mondo delle startup ma sono alieni nel modello imprenditoriale italiano. Ecco dunque svelato lo scopo di questa storia: sdoganare l’errata concezione di fallimento nella quale è avviluppato il Bel Paese.” (Cit. “Storia di un fallimento”)

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