Archivio mensilemarzo 2017

DiRedazione

BioVulcania vince New Work 2017. La startup agrobiologica di Andrea Orrù ha vinto la prestigiosa competizione della Fondazione Lions.

Dalle pendici del Monte Arci al primo premio dell’edizione 2017 del concorso New Work della Fondazione Lions. Il progetto presentato dal nostro socio Andrea Orrù è stato premiato per la sua concretezza e per aver saputo innovare un’azienda agricola storica, coniugando bio agricoltura e attenzione per il sociale.

La finale dell’edizione 2017 del concorso “New Work” si è svolta venerdi 3 marzo 2017 nella sala congressi della Fondazione di Sardegna a Cagliari. Molto innovativi i progetti presentati e molto preparati i team, abili e motivati nel raccontare i loro pitch di fronte a un pubblico particolarmente attento. Idee di business d’avanguardia che hanno riguardato i servizi, le app legate a esigenze di pubblica utilità e progetti innovativi legati alla stampa 3D. In finale erano presenti alcune delle startup più note dell’ecosistema cagliaritano: Aithalia, Area 21 Mud Training, Biihar, BioVulcania, Bxtar, Catch Sardinia, Gnapp e &Makers.

Non sorprende che a vincere il primo premio sia stata una startup vocata all’agricoltura biologica e con una forte impronta sociale. Il premio “New Work” infatti è un concorso rivolto a valorizzare progetti innovativi ed etici. Ovvero capaci di essere sostenibili non solo economicamente e finanziariamente, ma anche attenti all’impatto sociale dell’iniziativa nel territorio e tra le persone. BioVulcania ha vinto per aver saputo coniugare tradizione, innovazione di prodotto –  con l’introduzione del pomodoro nero “Sun Black” – e impatto sociale, grazie al coinvolgimento di lavoratori svantaggiati. “E’ stata una grande soddisfazione – ha dichiarato a fine serata Andrea Orrù (founder di Bio Vulcania) – constatare come la mia idea abbia ricevuto il consenso maggiore tra professionisti del mondo del lavoro, dell’Università e della finanza, come Fondazione di Sardegna, Università di Cagliari con il suo Contamination Lab, Sfirs e Sardex.”

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I nuovi confini della finanza etica: si potrà investire in settori economici più ampi

La legge di Stabilità ha modificato il quadro normativo di riferimento. Intervista a Giulio Marcon primo firmatario dell’emendamento: «La finanza etica si poggia su un sistema di governance pienamente democratica che si ispira al modello dell’azionariato diffuso. L’obiettivo è ridurre la discrezionalità manageriale e garantire la piena partecipazione alle scelte dell’impresa e nelle decisioni di investimento, non solo da parte dei soci, ma anche dei dipendenti e dei risparmiatori»

Di Monica Straniero *

Nella nuova Legge Di Bilancio, approvata in via definitiva il 7 dicembre 2016, è stato introdotto un emendamento che fornisce un quadro normativo chiaro e preciso agli operatori di finanza etica. Le istituzioni di finanza etica attualmente presenti in Italia, sono le MAG, le Cooperative di Mutua finanza Autogestione, e il gruppo Banca Popolare Etica. Tuttavia la decisione del Parlamento di riconoscere la finanza etica rappresenta una novità non solo in Italia ma anche in Europa e nello scenario internazionale, dove le autorità di vigilanza stanno negoziando un pacchetto di testi legislativi nel settore bancario e finanziario con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i rischi nel campo creditizio, pur promuovendo la crescita economica. Vita ne ha parlato con l’onorevole  Giulio Marcon, primo firmatario dell’emendamento.

Onorevole Marcon, qual è il principio ispiratore della nuova misura sulla finanza etica?
Si è voluto cercare di ridare un’anima alla finanza come qualcuno ha scritto. Con la misura introdotta dal Governo, approvata peraltro a larghissima maggioranza, si punta infatti a ricondurre la finanza al servizio del bene comune e della società secondo modelli di sviluppo sostenibile. Un’alternativa alla finanza speculativa ossessionata dal profitto a breve termine e a tutti i costi. Senza dimenticare che la finanza orientata in senso etico si è rivelata particolarmente efficiente negli anni della crisi economica, quando il resto del sistema bancario contraeva i finanziamenti. Gli operatori di finanza etica hanno continuato a dare credito e fiducia a famiglie e imprese, mantenendo un basso tasso di sofferenze

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